Permessi legge 104: giorni, retribuzione e domanda

I permessi della legge 104 sono permessi retribuiti per i lavoratori dipendenti con disabilità o che assistono un familiare con disabilità (art. 3, comma 3, legge 104/1992). Questa pagina riassume le regole del settore privato descritte nella scheda INPS “Permessi legge 104/1992”. Per capire come compare la retribuzione in busta paga vedi come leggere la busta paga.

A chi spettano

Spettano ai lavoratori dipendenti che sono persone con disabilità, genitori (anche adottivi o affidatari) di figli con disabilità, coniugi, parti di un’unione civile o conviventi di fatto di una persona con disabilità, parenti o affini fino al terzo grado. I parenti e gli affini di terzo grado possono usarli solo se i genitori o il coniuge della persona con disabilità hanno compiuto 65 anni, hanno una patologia invalidante, sono deceduti o mancanti. La competenza dell’INPS riguarda i dipendenti del settore privato: i dipendenti pubblici fanno domanda al proprio datore di lavoro. Non spettano a lavoratori a domicilio, addetti ai servizi domestici e familiari, lavoratori agricoli a tempo determinato occupati a giornata, lavoratori autonomi e parasubordinati.

Quanti permessi spettano

  • Lavoratore con disabilità grave: a scelta due ore di permesso al giorno se lavora almeno sei ore, un’ora al giorno se lavora meno di sei ore, oppure tre giorni al mese, anche frazionabili in ore.
  • Genitori di figli con disabilità sotto i tre anni: tre giorni al mese, anche a ore, oppure prolungamento del congedo parentale, oppure due ore al giorno (un’ora se si lavora meno di sei ore).
  • Genitori di figli tra 3 e 14 anni (adottivi o affidatari nei primi 14 anni dall’ingresso in famiglia): tre giorni al mese, anche a ore, oppure prolungamento del congedo parentale.
  • Genitori di figli oltre i 14 anni, coniuge, convivente, parenti e affini: tre giorni al mese, anche frazionabili in ore.

Il limite complessivo è di tre giorni al mese per l’assistenza alla stessa persona; su richiesta il diritto può essere riconosciuto a più aventi diritto, che lo usano in alternativa tra loro. Il prolungamento del congedo parentale può essere usato dopo il periodo ordinario e, per i genitori biologici, la somma tra congedo ordinario e prolungamento non supera tre anni entro i 14 anni del figlio (vedi il congedo parentale).

Come sono retribuiti

L’indennità corrisponde alla retribuzione giornaliera (o oraria, per i permessi a ore) che il lavoratore avrebbe percepito in busta paga lavorando, con riferimento alle voci fisse e continuative e comprensiva del rateo di tredicesima e/o quattordicesima. Il prolungamento del congedo parentale è pagato al 30% dell’ultima retribuzione, sulle voci fisse e continuative. Durante il permesso spetta anche l’assegno per il nucleo familiare. Per la generalità dei dipendenti l’indennità è anticipata dal datore di lavoro, che la recupera in conguaglio con i contributi dovuti all’INPS; gli operai agricoli e i lavoratori dello spettacolo saltuari o a tempo determinato sono pagati direttamente dall’INPS.

Part-time e altri casi

Con part-time verticale o misto pari o inferiore al 50% dell’orario, limitato ad alcuni giorni del mese, i giorni di permesso sono riproporzionati e arrotondati all’unità inferiore o superiore. Oltre il 50% restano interi i tre giorni. Il riproporzionamento si applica anche nei periodi di integrazione salariale. I permessi non si chiedono durante le pause contrattuali. Un giorno di permesso corrisponde all’intero turno di lavoro, anche notturno a cavallo di due giorni.

Assistenza lontano da casa e cumulo

Chi assiste una persona residente in un comune a più di 150 km dalla propria residenza deve dimostrare di aver raggiunto il luogo dell’assistito, per esempio con un titolo di viaggio. Il cumulo dei permessi per assistere più persone con disabilità è ammesso per coniuge, parte dell’unione civile, convivente di fatto e parenti o affini entro il primo grado, e in certi casi entro il secondo grado.

Requisiti e domanda

Servono un rapporto di lavoro dipendente, anche part-time, l’assicurazione INPS per le prestazioni economiche di maternità e la condizione di disabilità (propria o della persona assistita) accertata dalla Commissione medica integrata ASL/INPS. La persona assistita non deve essere ricoverata a tempo pieno in una struttura con assistenza sanitaria continuativa, salvo eccezioni indicate dall’INPS. La domanda si presenta online all’INPS o tramite Contact Center Multicanale o patronato, ed è valida dal giorno della presentazione; ogni variazione va comunicata entro 30 giorni. Se la certificazione non è rilasciata entro 45 giorni (15 per le patologie oncologiche) può essere usata una certificazione provvisoria; se la disabilità grave non viene poi confermata, l’INPS recupera gli importi.

Domande frequenti

Quanti giorni di permesso 104 spettano al mese? Tre giorni al mese per assistere una persona con disabilità grave, anche frazionabili in ore.

I permessi 104 sono pagati? Sì, sono retribuiti: l’indennità è anticipata dal datore di lavoro e conguagliata con l’INPS.

Si può dividere il permesso tra familiari? Sì, fermo il limite di tre giorni mensili per la stessa persona, tra gli aventi diritto che ne fanno richiesta.

Vale anche per i part-time? Sì, con riproporzionamento dei giorni nei casi di part-time verticale o misto fino al 50%.

Ultima verifica: 28/10/2026. Fonte: INPS, scheda Permessi legge 104/1992 (ultimo aggiornamento della scheda: 21 ottobre 2026). È stata letta la scheda; non sono state lette la legge 104/1992, le circolari INPS richiamate, le regole per i dipendenti pubblici e i CCNL. Per casi particolari rivolgiti al datore di lavoro, all’INPS o a un patronato. Vedi il disclaimer.