Congedo parentale: durata, indennità e domanda
Il congedo parentale è un periodo di astensione facoltativa dal lavoro concesso ai genitori per prendersi cura del bambino nei primi anni di vita. Questa pagina riassume le regole per i lavoratori dipendenti descritte nella scheda dell’INPS sull’indennità di congedo parentale. Non riguarda l’indennità di maternità obbligatoria: per quella vedi l’indennità di maternità.
A chi spetta
Il congedo parentale è rivolto a lavoratrici e lavoratori dipendenti, che devono avere un rapporto di lavoro in corso. Se il rapporto cessa all’inizio o durante il congedo, il diritto viene meno dalla data di interruzione del lavoro. Per i genitori adottivi o affidatari valgono le stesse modalità, entro i primi 14 anni dall’ingresso del minore in famiglia e non oltre la maggiore età.
Durata e limiti
Il congedo spetta entro i primi 14 anni di vita del bambino, per un periodo complessivo tra i due genitori non superiore a dieci mesi, elevabili a undici se il padre lavoratore si astiene dal lavoro per almeno tre mesi, continuativi o frazionati. I genitori possono fruirne anche contemporaneamente. Nell’ambito di questi limiti il diritto spetta così:
- alla madre lavoratrice dipendente, per un massimo di sei mesi, continuativi o frazionati;
- al padre lavoratore dipendente, per un massimo di sei mesi, che diventano sette se si astiene per almeno tre mesi, anche durante l’astensione obbligatoria della madre a partire dal giorno successivo al parto;
- al genitore solo, padre o madre, per un massimo di undici mesi.
In caso di parto, adozione o affidamento plurimi il diritto spetta alle stesse condizioni per ogni bambino.
Quanto spetta
Ai genitori lavoratori dipendenti spetta un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera, calcolata sulla retribuzione del mese precedente l’inizio del congedo, per un massimo complessivo di nove mesi indennizzabili tra madre e padre:
- tre mesi alla madre, non trasferibili all’altro genitore;
- tre mesi al padre, non trasferibili all’altro genitore;
- tre mesi ulteriori ai due genitori, in alternativa tra loro.
Al genitore solo sono riconosciuti nove mesi indennizzati al 30%. Per i periodi ulteriori ai nove mesi indennizzati spetta il 30% della retribuzione media giornaliera solo se il reddito individuale del genitore richiedente è inferiore a 2,5 volte l’importo annuo del trattamento minimo di pensione.
Indennità all’80%
Durante i tre mesi non trasferibili all’altro genitore, la coppia può chiedere l’indennità maggiorata all’80% della retribuzione media globale giornaliera per un totale di tre mesi, a condizioni che l’INPS indica per i congedi fruiti dal 2023, dal 2024 e dal 2025, tra cui un figlio di età inferiore a sei anni o entro sei anni dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento. L’INPS precisa che le leggi di bilancio 2023, 2024 e 2025 non aggiungono mesi di congedo, ma aumentano l’indennità dal 30% all’80% per un massimo di tre mesi di coppia, solo nell’ambito dei sei mesi non trasferibili. I mesi all’80% spettano anche al genitore solo.
Come e quando fare domanda
La domanda va presentata prima dell’inizio del periodo di congedo richiesto: se viene presentata dopo, sono pagati solo i giorni di congedo successivi alla data della domanda. Per i lavoratori dipendenti l’indennità è anticipata dal datore di lavoro; l’INPS paga direttamente gli operai agricoli e i lavoratori dello spettacolo a tempo determinato. Il termine per la definizione del provvedimento è di 55 giorni.
Congedo a ore e mezza giornata
Il congedo può essere fruito a ore solo se la contrattazione collettiva di settore, anche aziendale, ne disciplina modalità e criteri di calcolo. In assenza di contrattazione specifica, i genitori dipendenti possono fruirne a mezza giornata, cioè per metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga precedente l’inizio del congedo.
Cosa cambia in busta paga
Questa pagina non stima gli importi netti: l’indennità dipende dalla retribuzione del mese precedente il congedo. Per capire come leggere le voci vedi come leggere la busta paga e le trattenute in busta paga. Per il netto ordinario usa il calcolatore. Per un’altra prestazione per malattia vedi l’indennità di malattia INPS.
Domande frequenti
Quanti mesi di congedo parentale spettano? Fino a dieci mesi complessivi tra i due genitori, undici se il padre si astiene per almeno tre mesi; al genitore solo fino a undici mesi.
Entro quando si può usare? Entro i primi 14 anni di vita del bambino, o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento.
I genitori possono usarlo insieme? Sì, i periodi possono essere fruiti anche contemporaneamente.
Si può chiedere dopo aver iniziato il congedo? Sì, ma sono pagati solo i giorni successivi alla data della domanda.
Ultima verifica: 28/10/2026. Fonte: INPS, scheda Indennità di congedo parentale per lavoratrici e lavoratori dipendenti (ultimo aggiornamento della scheda: 16 giugno 2026). È stata letta la scheda, comprese le sezioni di approfondimento; non sono state lette le circolari INPS richiamate, il trattamento fiscale e contributivo dell’indennità, le integrazioni dei CCNL, le regole per i lavoratori autonomi e per i dipendenti pubblici. Per casi particolari rivolgiti al datore di lavoro, all’INPS o a un CAF. Vedi il disclaimer.
Vedi anche: congedo di paternità.
