Indennità di disoccupazione (NASpI): chi ne ha diritto e come fare domanda

L’indennità di disoccupazione per i lavoratori dipendenti si chiama NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego). È un’indennità mensile pagata dall’INPS, su domanda, a chi ha perso involontariamente un lavoro subordinato. Qui trovi requisiti, durata, importo, casi di dimissioni e tempi della domanda, secondo le pagine ufficiali INPS.

Chi può chiedere la NASpI

Possono chiederla i lavoratori con rapporto subordinato che hanno perso il lavoro involontariamente, compresi apprendisti, soci lavoratori di cooperative con rapporto subordinato, personale artistico subordinato e dipendenti pubblici a tempo determinato. INPS esclude i dipendenti pubblici a tempo indeterminato, gli operai agricoli (a tempo determinato e indeterminato) e i lavoratori extracomunitari con permesso di lavoro stagionale.

Requisiti

  • Stato di disoccupazione involontario: il rapporto deve essere cessato non per tua scelta.
  • Contributi: almeno 13 settimane di contributi contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti l’inizio della disoccupazione. Contano anche i contributi dovuti ma non versati e le settimane retribuite nel rispetto dei minimali settimanali.

Dimissioni e risoluzione consensuale: quando spetta comunque

In generale chi si dimette o chiude il rapporto di comune accordo non ha diritto alla NASpI. L’INPS indica queste eccezioni:

  • dimissioni per giusta causa (per esempio mancato pagamento della retribuzione, molestie sessuali sul lavoro, mobbing, modifiche peggiorative delle mansioni, comportamento ingiurioso del superiore, spostamento ad altra sede senza comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive);
  • dimissioni durante il periodo tutelato di maternità, da 300 giorni prima della data presunta del parto fino al primo anno di vita del bambino;
  • risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione presso la direzione territoriale del lavoro;
  • risoluzione consensuale dopo il rifiuto di trasferirsi in una sede della stessa azienda a più di 50 km dalla residenza;
  • licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione e licenziamento disciplinare.

C’è anche una regola introdotta dalla legge di Bilancio 2025 per gli eventi dal 1° gennaio 2025: se hai lasciato un lavoro a tempo indeterminato con dimissioni o risoluzione consensuale nei dodici mesi prima di perdere involontariamente un altro lavoro, servono almeno 13 settimane di contribuzione maturate dopo quella cessazione volontaria. Il dettaglio è nella circolare INPS n. 98 del 5 giugno 2025, che esclude da questo requisito alcune ipotesi (per esempio le dimissioni nel periodo tutelato di maternità).

Quanto dura

La NASpI è pagata per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi quattro anni. Non si contano i periodi di contribuzione che hanno già dato luogo a prestazioni di disoccupazione. I periodi in cui la percepisci sono coperti da contribuzione figurativa, cioè accreditata senza costi per te.

Come si calcola l’importo

  • Se la retribuzione media mensile imponibile degli ultimi quattro anni è sotto l’importo di riferimento fissato ogni anno da INPS, la NASpI è il 75% di quella retribuzione.
  • Se è sopra, è il 75% dell’importo di riferimento più il 25% della differenza.
  • Per il 2026 la circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026 indica un importo di riferimento di 1.456,72 euro e un massimo mensile di 1.584,70 euro.
  • La NASpI si riduce del 3% ogni mese dal primo giorno del sesto mese di fruizione, dall’ottavo se alla domanda hai compiuto 55 anni (scheda INPS aggiornata al 2 febbraio 2026).

Per un esempio numerico e una stima del netto leggi NASpI netta 2026.

Quando e come fare domanda

  • Online sul sito INPS, entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto, e solo dopo la sua chiusura.
  • Decorrenza: dall’ottavo giorno dopo la cessazione se presenti la domanda entro i primi otto giorni; altrimenti dal giorno in cui la invii.
  • Termine ordinario per il provvedimento: 30 giorni (legge 241/1990), con possibili termini diversi in alcuni casi.

Domande frequenti

Posso fare domanda mentre lavoro ancora?

No: secondo INPS puoi presentare la domanda solo dopo la chiusura del rapporto di lavoro.

Se mi dimetto ho diritto alla NASpI?

Di regola no, salvo le eccezioni elencate sopra, come la giusta causa o la risoluzione consensuale in sede di conciliazione.

Cosa succede se trovo un nuovo lavoro?

Per mantenere il diritto devi comunicarlo all’INPS nei modi indicati sul suo sito; in caso di nuova attività l’importo può ridursi secondo le regole INPS.

Per le altre somme di fine rapporto vedi TFR netto 2026 e ferie non godute. Per leggere le voci dell’ultima busta paga vedi come leggere la busta paga e le trattenute in busta paga.

Ultima verifica: 28/10/2026. Fonti INPS: scheda NASpI, cos’è e come funziona, requisiti, FAQ, circolare n. 98/2025, circolare n. 4/2026. La pagina INPS sui requisiti risulta aggiornata al 12/01/2022 e quella su importo e durata al 10/04/2024: per il tuo caso fa fede l’INPS. Non sono trattati NASpI anticipata, prestazioni integrative e lavoratori migranti. Vedi la nota informativa.

Vedi anche indennità di maternità.

Vedi anche: cassa integrazione ordinaria.