Buoni pasto 2026: limiti di esenzione per elettronici e cartacei

Nel 2026 i buoni pasto elettronici non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente fino a 10 euro al giorno, mentre per i buoni pasto cartacei il limite resta di 4 euro al giorno. Sopra queste soglie la parte in più entra nel reddito e fa diminuire il netto. In questa pagina trovi cosa dice la legge, la differenza tra le due forme e alcuni esempi di calcolo semplici.

I limiti giornalieri nel 2026

Tipo di buono pastoLimite esente al giorno nel 2026Limite fino al 2025
Elettronico (carta, app, buono digitale)10 euro8 euro
Cartaceo4 euro4 euro

Il limite è giornaliero: si confronta il valore del buono riconosciuto per ogni giornata con la soglia della sua forma, elettronica o cartacea.

Cosa dice la legge

La regola sta nell’articolo 51, comma 2, lettera c), del TUIR (DPR 917/1986). La norma esclude dal reddito di lavoro dipendente le prestazioni sostitutive del servizio di mensa fino a un importo giornaliero complessivo, che era di 4 euro, aumentato a 8 euro se rese in forma elettronica.

La Legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199), all’articolo 1, comma 14, ha sostituito nella lettera c) le parole «euro 8» con «euro 10». La soglia di 4 euro per i buoni cartacei non è stata modificata. Il comma 14 non indica una data di decorrenza propria e non rientra tra le disposizioni che la legge fa entrare in vigore il 30 dicembre 2025: si applica quindi con l’entrata in vigore generale della legge, cioè dal 1° gennaio 2026.

Differenza tra buono pasto elettronico e cartaceo

Il buono elettronico è digitale: si usa con una carta, un’app o un codice e il valore è registrato in modo tracciabile. Il buono cartaceo è il ticket fisico, ormai poco diffuso. La differenza che conta per la busta paga è la soglia: l’elettronico gode di un limite più alto (10 euro contro 4), quindi a parità di valore giornaliero il buono elettronico ha meno rischio di superare l’esenzione.

Esempi di calcolo

Gli esempi usano 20 giorni lavorati in un mese e valgono come illustrazione: il valore del buono lo decide l’azienda secondo contratto o accordo.

CasoValore al giornoEsente al giornoParte che entra nel reddito al giornoNel mese (20 giorni)
Elettronico entro il limite8 euro8 euro0 euro160 euro esenti, 0 euro nel reddito
Elettronico al limite10 euro10 euro0 euro200 euro esenti, 0 euro nel reddito
Elettronico sopra il limite12 euro10 euro2 euro200 euro esenti, 40 euro nel reddito
Cartaceo sopra il limite5 euro4 euro1 euro80 euro esenti, 20 euro nel reddito

Che cosa cambia rispetto al 2025. Con 20 giorni al mese e un buono elettronico da 10 euro, la quota esente passa da 160 a 200 euro al mese: sono 40 euro in più di soglia. Non è un aumento di stipendio: è il margine che il datore di lavoro può riconoscere in buoni senza tassazione.

Effetto sul netto, a titolo indicativo. Nell’esempio con buono elettronico da 12 euro, 40 euro al mese si sommano alla retribuzione imponibile. Per chi si trova nello scaglione IRPEF del 23% sono circa 9 euro di IRPEF al mese, prima delle addizionali. Il risultato reale dipende dal tuo scaglione e dal cedolino.

Buoni pasto e calcolo del netto

I buoni pasto non fanno parte del calcolo di questo sito: il calcolatore dello stipendio netto, la tabella lordo netto 2026 e il calcolo da RAL partono dalla sola retribuzione. I buoni sono un benefit in più rispetto alla RAL. Per gli altri benefit con limite di esenzione vedi i fringe benefit 2026 e il welfare aziendale. Le voci del cedolino sono spiegate nel glossario busta paga.

Domande frequenti

Qual è il limite dei buoni pasto elettronici nel 2026? 10 euro al giorno. Fino al 2025 era di 8 euro.

Il limite dei buoni pasto cartacei è cambiato? No, resta di 4 euro al giorno.

Da quando vale il limite di 10 euro? Dal 1° gennaio 2026, data di entrata in vigore generale della legge 199/2025.

Cosa succede se il buono vale più del limite? La parte oltre la soglia giornaliera entra nel reddito di lavoro dipendente; la parte entro la soglia resta esente.

Fonti ufficiali

Ultima verifica: 30/10/2026. Gli esempi sono indicativi e non coprono casi particolari, come il lavoro part time, i giorni senza prestazione o i buoni integrati da contratto. Per il tuo caso fa fede il cedolino. Vedi la metodologia e il disclaimer.

Vedi anche: fringe benefit 2026 e welfare aziendale.