Conguaglio in busta paga: cos’è e quando si fa
Il conguaglio è il ricalcolo finale delle imposte che il datore di lavoro fa sulla retribuzione di tutto l’anno. Durante l’anno trattiene l’IRPEF mese per mese con un calcolo provvisorio; con il conguaglio la confronta con l’imposta realmente dovuta sull’intero anno. Il risultato può essere una trattenuta in più o un rimborso, e cambia il netto di quel mese.
Quando si fa il conguaglio
Secondo l’Agenzia delle Entrate, i sostituti d’imposta sono obbligati a fare il conguaglio entro il 28 febbraio dell’anno successivo, oppure alla data di cessazione del rapporto di lavoro se precedente. Se il rapporto finisce prima, il conguaglio si fa quindi al momento dell’ultima busta paga.
Come funziona
L’Agenzia spiega che con cadenza annuale si confrontano le ritenute operate in ciascun periodo di paga con l’imposta dovuta sull’ammontare complessivo delle somme corrisposte nel corso dell’anno, tenendo conto delle detrazioni. In sede di conguaglio il datore di lavoro ricalcola in modo definitivo le deduzioni, per assicurare la progressività dell’imposizione, e le detrazioni per oneri di famiglia che spettano.
Si considerano percepite nell’anno anche le somme incassate entro il 12 gennaio dell’anno successivo, purché siano state assoggettate a ritenuta e inserite nel conguaglio di fine anno.
Perché il netto cambia
Se l’imposta trattenuta durante l’anno è stata inferiore a quella dovuta, il conguaglio comporta una trattenuta in più; se è stata superiore, comporta un rimborso. Possono incidere un cambio di situazione familiare, variazioni di retribuzione durante l’anno, o l’applicazione delle detrazioni: sul meccanismo vedi le aliquote IRPEF 2026 e le detrazioni per lavoro dipendente.
Conguaglio e addizionali
Il Dipartimento delle Finanze indica che l’addizionale comunale si versa in acconto e a saldo insieme al saldo dell’IRPEF: per i dettagli vedi addizionale regionale e comunale IRPEF.
Dove lo vedi in busta paga
Nel cedolino del mese in cui viene effettuato trovi le righe di conguaglio fiscale, con l’imposta dovuta, le ritenute già operate e la differenza. Per orientarti tra le voci vedi come leggere la busta paga e le trattenute in busta paga.
Domande frequenti
Il conguaglio è obbligatorio? Sì, per il datore di lavoro che opera come sostituto d’imposta.
Se cambio lavoro a metà anno? Il conguaglio si fa alla cessazione del rapporto; il nuovo datore di lavoro può tenere conto dei redditi già percepiti se glieli comunichi.
Posso verificare il conguaglio? Sì, confrontando le righe del cedolino con la Certificazione Unica; in caso di dubbi chiedi al consulente del lavoro o a un CAF.
Ultima verifica: 28/10/2026. Fonti: Agenzia delle Entrate, F24 ritenute lavoro dipendente: importi su cui si applica la ritenuta e Dipartimento delle Finanze, Disciplina dell’addizionale comunale. La risposta sul nuovo datore di lavoro è una indicazione generale e non è tratta da queste fonti. Vedi il disclaimer.
Vedi anche indennità di disoccupazione (NASpI) se il rapporto è finito.
Vedi anche: trattamento integrativo in busta paga.
